Festa della prevenzione

     25, 26 e 27 ottobre 2012

Nella società attuale il consumo in generale è divenuto parte integrante di stili di vita che considerano un quadro crescente di sostanze e comportamenti (sostanze psicotrope e non psicotrope, cibo e comportamenti quali shopping, gioco d’azzardo, uso di internet) come elementi indispensabili per il vivere quotidiano.

Di fronte a un quadro complesso di consumi diffusi e potenzialmente portatori di dipendenza, sembra non avere più particolare senso dirigere l’attenzione sulla distinzione tra sostanze illegali e progettare interventi di prevenzione unicamente focalizzati su queste ultime o rivolgersi esclusivamente a soggetti esposti a particolari fattori di rischio: il rischio della dipendenza oggi, pur a vario livello, coinvolge ogni individuo e gruppo sociale. In conclusione, quindi, l’evoluzione dei paradigmi della dipendenza richiede che i modelli di prevenzione escano dall’attuale dimensione di attività residuale, rivolta solo ad un target specifico di soggetti considerati a rischio di dipendenza patologica.

In questo scenario è necessario acquisire chiavi di lettura interdisciplinari allargate che non chiudano gli individui dentro ai confini delle categorie classiche della normalità, della devianza, della cura e della malattia. A ciò si aggiunge la consapevolezza che gli interventi tradizionali di prevenzione, basati spesso su processi di informazione e sensibilizzazione generica, rischiano di avere scarsa efficacia, avendo effetti molto limitati nel tempo quando non addirittura contrari al loro scopo. La semplice assunzione di informazioni sulle caratteristiche delle sostanze e dei comportamenti a rischio di dipendenza patologica non è infatti sufficiente per prevenire uso, abuso e dipendenza. Occorre ribadire la necessità di un’attività di prevenzione di natura educativa, capace di sviluppare livelli efficaci di autonomia intellettuale, affettiva e quindi decisionale per il singolo, il gruppo, la comunità. Occorre elaborare interventi preventivi che, con adeguati approcci strategici, siano in grado di fornire risposte soddisfacenti al bisogno di autonomia capacità di progettazione esistenziale, socio-culturale e politica del singolo, dei gruppi e della comunità nel suo insieme.

La Facoltà di Scienze della Formazione e la Regione Emilia-Romagna intendono, attraverso la Festa della Prevenzione, approfondire il tema in un momento storico caratterizzato da incertezze e povertà di risorse economiche (paradossalmente, meno soldi può significare più consumi, più rischi), con l’obiettivo di:

  • censire i modelli di prevenzione attualmente più significativi e utilizzati
  • favorire un confronto costruttivo tra tali modelli e promuovere l’importanza dell’educazione quale elemento strutturale del tema della prevenzione in relazione a sostanze e comportamenti che possono creare dipendenza patologica nei singoli, nei gruppi, nella società in generale.